Sainte Rose (Guadalupe), giovedì 13 febbraio

Nonostante le pochissime ore di sonno, la sveglia suona troppo presto. Sono le 5, e sono reduce da una lunga, gustosa ed alcolica chiacchierata con tanto di t-punch assieme ai ragazzi del resort. Armi e bagagli e via a piedi verso la fermata del taxi per arrivare in aeroporto, e mai come stamani l’applicazione del telefono “torcia” torna comoda visto che percorro quasi un chilometro nel buio più completo. Inizia un’altra avventura. Giunto in aeroporto faccio biglietto “aller e retour” per Point à Pitre in Guadalupa, volo di 40 minuti che mi ricorda molto la giostra Tagadà del Luna Park…Arrivato sull’isola a forma di farfalla vengo accolto da un magnifico temporale, ma la nota positiva è che l’auto economy che avevo prenotato non c’è e mi viene lasciata allo stesso prezzo una lussuosa Megane Captur con cambio automatico e navigatore, troppo lusso non ci sono più abituato. Mi incammino verso Ste Rose nella regione di Basse Terre, il lato ovest della Guadalupe, direzione la distilleria ReimonenQ a Bellevue.


La pioggia non smette, ma nel giardino antistante la distilleria e il Musee du Rhum trovo ad aspettarmi Leopold Reimonenq proprietario e primo operaio della distilleria fondata dal padre.
Leopold è indaffaratissimo mi spiega che

ci vedremo più tardi e mi lascia nelle mani di Benedicte, una delle sue tre figlie che lavorano tutte in distilleria.
Inizia mi mio affascinante tour in quest’altra piccola perla indipendente dei caraibi francesi, che produce non più di 300mila litri annui di rhum, grazie ai 20 ettari di piantagioni di proprietà ed alla canna che comprano dai contadini locali.


La caratteristica più importante che mi preme sottolineare prima di scrivere una recensione dedicata a loro è che qui non serve un master blender, i loro rhum sono tutti millesimè, più semplicemente il loro vieux 6 ans ogni anno non sarà mai lo stesso al momento dell’imbottigliamento, caratteristica che esprime al meglio la passione e la volontà di Leopold.
Giro all’interno della distilleria come se fossi a casa mia, l’accoglienza è una caratteristica di questo popolo che, come quello della vicina Martinica, emerge subito.
La Guadalupa è più grande, più rilassata, sopratutto c’è più pianura da quanto vedo a differenza della Martinica che è un incredibile sali e scendi, pensate che il Montagne Pelee (dove ai piedi ci sono le piantagioni di J.M) passa i 1300mt di altezza.


Finite le foto all’interno della distilleria inizia il divertimento della degustazione assieme a Benedicte e Leopold che è curioso di ciò che mi appunto e vuol sapere tutte le mie sensazioni, è un dialogo straordinario: ogni volta che gli nomino la melassa lui inizia ad imprecare in creolo. Tra un rhum e l’altro parliamo dell’AOC della Martinica gli chiedo cosa ne pensa e lui mi spiega che la settimana prossima ci sarà un incontro per parlare della creazione di un marchio IG (indicazione geografica) per i rhum della Guadalupe, è fiero ed orgoglioso del suo distillato e del suo lavoro e ne ha tutte le ragioni. Lo saluto come un vecchio amico, Benedicte si raccomanda di mandargli tutte le mie note di degustazione, io ringrazio ancora una volta per il tempo che mi hanno dedicato e riparto per il mio viaggio.


La fame incombe sono le 16 è devo ancora pranzare quindi prima di andare a cercare un hotel faccio sosta a Petit Bourg dove trovo una tavola calda, se così possiamo definirla, e mangio uno piatto di minestrone con gnocchi di farina, fagioli, pezzi di pollo e qualche altra cosa. Squisito! Anche se purtroppo non ne ricordo il nome.


Riparte il viaggio con 31° e un sole quasi accecante, mi dirigo nella zona di Grande Terre dove a Sainte Anne trovo un caratteristico residence con bungalow sul mare. Dopo una doccia rigenerante e un pisolino meritato esco per cena. Mentre rientro mi fermo ad un market per comprare una bottiglia d’acqua e partecipo ad un entusiasmante party di strada. Nel piazzale del market con annessa pompa di benzina si ritrovano un gruppo di giovani e non e con tre auto con le stazioni radio sincronizzate ed i volumi a tutta trascorro un’ora da sballo con sonorità tra la salsa e il reggae.
Per la cronaca ero l’unico straniero presente. Lascio la dance hall a malincuore e torno al mio bungalow, domattina alle 8:30 Hervè Damoiseau direttore dell’omonima distilleria mi aspetta a Le Moule!
Notte a tutti lungo le vie del rum..

Marco Graziano

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