24 aprile 2015 St. Catherine, Jamaica

Lasciamo Kingston in direzione di St. Catherine a Ewarton dove Gordon Clarke, direttore della distilleria, ci attende nel primo pomeriggio per la nostra visita a Worthy Park.

Appena usciti dalla capitale ed attraversato il frenetico quartiere di Spanish Town iniziamo ad assaporare la vera Jamaica. Le strade sono mal messe e questa sarà una costante fino al ritorno a Kingston di venerdi prossimo, la densità di bar lungo la strada è impressionante e si può facilmente capire quale sia la distilleria più vicina dal maggior numero di “addobbi” pubblicitari presenti.

Il concetto di bar merita di essere spiegato qui, una piccola casetta in legno o un monolocale con musica reggae sempre nell’aria, una bottiglieria minimale e dei volti sempre sorridenti ad accoglierti. Nei locali più evoluti c’è anche la possibilità di mangiare del pollo, rigorosamente grigliato e speziato: l’immancabile Jerk Chicken con riso e fagioli.

Intorno alle 14 arriviamo nel parish di St. Catherine dove nella valle di Lluidas a 370 metri sul livello del mare, con una percentuale di pioggie doppia rispetto a Kingston, troviamo la distilleria. W.P. abitualmente non accoglie turisti ma solo su appuntamenti viene concessa la possibilità di visita.

Gordon Clarke, direttore di Whorty Park
Gordon ci riceve nel suo ufficio ricavato dall’antico edificio che nel 1800 era un ospedale per gli schiavi, e ci racconta della sua antichissima famiglia con più di tre secoli di storia jamaicana alle spalle e dal 1918 il suo bisnonno

diventa proprietario di questo estate, che in principio produceva armi sino alla decisione di creare lo zuccherificio con annessa piantagione di frutta. Ad oggi insieme ad Appleton è l’unica distilleria di Jamaica ad avere un proprio sugar mill da cui attingere la melassa direttamente.

Piantagione nella valle di Lludas

Worthy Park ricomincia a distillare puntando alla qualità nel 2002, fino al 2004 il suo spirit era destinato solo ai brokers ma dal 2007 ufficialmente entra nel mercato internazionale con il suo overproof Rum-Bar bianco a 63%vol., stesso anno in cui diventa il secondo jamaicano bianco per vendite nella propria terra. Successivamente lancia il suo primo invecchiato il Worthy Gold (nel 2010), un blend tra i 3 e i 5 anni, poi il Rum Cream (variante a base di rum del Baileys) ed infine la produzione di due tipologie di vodka (classica ed alla mela) sopratutto per il mercato statunitense ma con lo sguardo rivolto verso il Messico e l’India.

Una parte di piantagione già raccolta

L’azienda ha 12.000 acri di proprietà e circa 2000 presi a noleggio dallo stato con una varietà di circa 20 tipi diversi di canna da zucchero. Canna che nel pieno della produzione fornisce alla distilleria 22 tonnellate al giorno di melassa per un equivalente di circa 6000 litri di spirit bianco intorno agli 85%vol.

La melassa di Whorty Park durante la preparazione dello "starter"

Le vasche di fermentazione sono tutte in acciaio a temperatura controllata e chiuse, fatta eccezione per quattro che sono ancora in legno (quercia americana) e vengono utilizzate per la loro parte di fermentazione più lunga che può arrivare a tre mesi per creare il loro rum “heavy pot still” con congeneri che possono arrivare a 1000\1100 parti per milione.

Le vasche di fermentazione in legno per l’Heavy Rum

I lieviti usati sono di tre tipologie e viene anche utilizzato un nutriente per aiutare la melassa nel processo di fermentazione. Il loro vino fermentato ha un contenuto alcolico intorno ai 8,9\9 gradi vol.. La distillazione viene effettuata esclusivamente tramite pot still di origine scozzese che ha una capacità di carico di 18.000 litri!. Una vera opera d’arte.

Il pot still di Whorty Park

L’ageing house di W.P. conta 10.000 botti da 200 litri circa, tutte provenienti da distillerie americane che hanno precedentemente ospitato al loro interno del whiskey . In questo momento il loro stock più vecchio ha compiuto 10y e Gordon stà pensando ad un possibile imbottigliamento per celebrare i dieci anni di ripresa della distilleria.

Il magazzino di invecchiamento

Finita la visita ci accompagna in auto all’adiacente zuccherificio dove però non ci è permesso entrare ma solo vedere le manovre di carico della canna da zucchero che arriva su camion che scorrazzano per le strade malmesse jamaicane come dei pazzi.

L’arrivo della canna allo zuccherificio

Dopo i saluti e qualche bottiglia in regalo riprendiamo il nostro viaggio in direzione Montego Bay e appena arriviamo sulla costa sul lato nord della Jamaica è d’obbligo una sosta in un ristorante all’aperto dove viene cucinato il Jerk Chicken in maniera sublime.

Cottura del Jerk Chicken

Da qui con il tramonto davanti a noi ripartiamo verso l’ormai vicino hotel dove alloggeremo per un paio di giorni: l’Holiday Inn di Montego Bay.

Respect #leviedelrum

Marco Graziano

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