29 gennaio 2016,

sbarcati a Barbados nel tardo pomeriggio siamo accolti da un temporale, ma la temperatura di 27 gradi non ci fà rattristare per niente. All’uscita dell’aeroporto incontriamo Dwayne, che con il suo pulmino diventerà il nostro accompagnatore nella permanenza sull’isola sino a mercoledi prossimo quando ci trasferiremo a Grenada.

Visuale dal tetto della Wird

 

Il nostro albergo, il Dover Beach Hotel, è situato a Saint Lawrence Gap nel parish (parrocchia) di Christ Church trà la capitale Bridgetown e la cittadina di Oistins famosa per il mercato del pesce che non tarderemo a provare. Barbados si estende per 430 km quadrati, quasi completamente pianeggiante con all’attivo 4 distillerie che producono rum: St. Nicholas Abbey, Mount Gay, Foursquare e West Indies. Proprio da quest’ultima la mattina seguente dopo un’abbondante colazione in stile locale composta da uova strapazzate, pesce volante alla piastra banane fritte e immancabilmente la Fish Cakes (clicca qui per la ricetta) cominciamo gli appuntamenti. Andrew Hassell, general manager dell’azienda mi accoglie e mi guiderà nella visita di questa distilleria nata nel 1893 che produce circa l’82% del rum di Barbados. WIRD si trova a Brighton, Black Rock direttamente sul mare nel parish di St Michael, sempre nel sud dell’isola. Fondata da due fratelli di origine tedesca, George e Herman Stade. George grazie ai suoi studi di ingegneria svolti a Berlino sin da subito impronterà l’azienda sul concetto di qualità utilizzando solamente la distillazione discontinua (pot still), il suon nome divenne in breve tempo l’equivalente di scrivere “rum” sull’etichetta delle bottiglie come mi mostra Andrew mentre sfogliamo nel suo ufficio una raccolta di tutti i marchi prodotti dalla WIRD nel corso degli anni per sè e per gli imbottigliatori che compravano il loro rum. Con grande soddisfazione mi mostra anche la lettera datata 15 agosto 1893 riportata nella rivista dell’epoca “The sugar cane” (la canna da zucchero) nella quale viene riconosciuto dal professore Albuquerque dell’università di Londra l’alta qualità di produzione di rum e alcol raffinato da parte della West Indies dopo aver esaminato nei laboratori inglesi campioni di prodotto.

 

La materia prima utilizzata è la melassa che viene acquistata da altri paesi come Guyana Britannica o Brasile in base alla qualità richiesta della distilleria per ottenere i sui rum. A Barbados la produzione di canna da zucchero è molto bassa quindi ad eccezione di St. Nicholas Abbey che ha proprie piantagioni le altre aziende comprano la melassa e in base alla richiesta di alcol possono così produrre durante tutto l’anno. Alla Wird la melassa viene stoccata in grossi fusti da 25mila litri, per poi passare nelle quattro vasche di fermentazione continua a temperatura controllata. La fermentazione dura 24 ore producendo un “vino fermentato” tra  i 7 e i 9 gradi abv. Andrew mi spiega che su richiesta hanno anche altre tipologie di fermentazione, ma i lieviti adoperati sono sempre gli stessi ed accuratamente selezionati e autoctoni, custoditi in laboratorio sotto chiave, con una persona incaricata di curare le colture.

La parte relativa alla distillazione è molto interessante perchè alla West Indies troviamo 3 piccoli pot still rigorosamente in rame ma verniciati per combattere l’erosione causata dalla vicinanza del mare (la distilleria è praticamente in spiaggia), di capacità intorno ai 1000 litri, uno di questi viene usato quotidianamente e su richiesta attivati anche gli altri due tra i quali il leggendario Rockley Still di cui gelosamente custudisco a casa un 1986 Bristol Spirits. Dai pot otteniamo un distillato trai 70 e i 75 abv

Nell’altra parte del vecchio edificio trovimo tre colonne continue di distillazione, la più alta intorno ai 14 metri costituita da 12 piatti che al momento stà distillando per un stock di alcol commissionato da un’azienda statunitense. Dalle colonne otteniamo un distillato tra 80 e 85 abv.

 

Una volta ottenuto il distillato la parte che verrà messa in invecchiamento verrà diluita tra 65 e 68 abv e riposta in botti di rovere americana da 200 litri di capacità ciascuna già precedentemente utilizzate per invecciare whiskey. Al momento le due aging house hanno al loro interno 8500 barili in invecchiamento e lo stock più vecchio ha 8 anni. Questo rum che riposa sul mare andrà quasi completamente utilizzato per il Cockspur Rum che è il marchio principale della WIRD. Mentre il bianco viene stoccato in cisterne d’acciaio e successivamente imbottigliato o spedito in bulk alle aziende che lo acquistano.

 

La mia visita alla West Indies si conclude con alcuni assaggi delle diverse tipologie di rum che hanno la possibilità di creare grazie al blend tra distillazione continua e discontina che possono effettuare, ringrazio ancora Andrew Hassell per il suo tempo riportandovi la frase che più mi ha colpito durante la visita: “I nostri lieviti sono come i nostri figli e con questo panorama e clima come possono crescere e fare il loro lavoro male?”

Benvenuti lungo #leviedelrum di Barbados

Marco Graziano

 

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