Castries, 2 febbraio 2016

La mattina presto partiamo dal nostro albergo di St. Lawrence Gap per dirigerci all’aeroporto di Barbados dove ci aspetta un volo che ci porterà a St Lucia per visitare la St. Lucia Distillers Group of Company.

I pot still
Il pot still Vendome

Il volo d’andata previsto per le 8:30 non è per nulla scontato visto che in un primo momento risulta cancellato per mancanza del pilota, ci viene dato un bonus di 21 dollari locali da spendere per colazione, ma per fortuna viene ripristinato per mezzogiorno e quindi in 45 minuti di viaggio giungiamo all’aeroporto di Castries capitale della piccola isola caraibica. Un aeroporto radicalmente diverso da quelli che siete abituati a frequentare di solito, una sala d’aspetto praticamente in spiaggia, l’area ceck-in all’aperto accanto ad un campetto di calcio dove stanno giocando i ragazzi usciti da scuola. L’isola di Saint Lucia si estende per 620 km quadrati ed ha una popolazione di 185mila abitanti circa, la sua origine è vulcanica infatti insieme con Dominica è una delle più montuose dei Caraibi vantando il punto più alto dell’isola a 1000metri circa sul livello del mare con il Monte Gimie. La vegetazione è ricchissima di frutta e mi ricorda tantissimo le Basse Terre della Guadalupa.

St Lucia vista dall’aereo & le vie del centro di Castries

Ad attenderci all’aeroporto Michael Speakman, direttore del marketing e vendite che ci accompagna in distillerie ed assieme a Lennox Wilson, general manager della produzione, ci apriranno le porte di questa azienda e sveleranno il loro metodo di ricerca della qualità.

Il vecchio silos di stoccaggio della melassa

La distilleria si trova a venti minuti dal piccolo aeroporto nella florente Roseau Valley, che come altre dell’isola una volta era adibita completamente alla coltivazione della canna da zucchero che oggi è quasi scomparsa per dar spazio sopratutto alle banane e altri frutti tropicali. Michael ci mostra vicino al cancello d’entrata le rotaie del piccolo trenino a carbone che arrivava direttamente al vecchio sugar mill, area che ora è occupata da un magazzino di invecchiamento.

La materia prima utilizzata per creare i loro rum è la melassa proveniente principalmente dalla Guyana Britannica (90%) e dalla Repubblica Dominicana ma come illustrerà poi Lennox una piccola parte di produzione viene ottenuta da puro succo di canna da zucchero grazie ai 5 ettari di piantagioni composti da due varietà di canna che fanno parte di un nuovo ed interessante progetto nato nel 2009.

La fermentazione è di tipo continuo e a temperatura controllata (tra i 32 e i 34,5°) ed ha una durata di 36/40 ore producendo un liquido fermetato con un tenore tra i 6,5 e gli 8,5 abv. I lieviti usati sono di due tipologie entrambi industriali, non utilizzano loro colture già da molti anni. Per il puro succo di canna da zucchero la fermentazione è identica con una durata di 24-48 ore e un vino fermentato finale con 7/9 abv.

La distillazione è sicuramente il reparto più interessante che come immaginavo è il punto principale della ricerca della qualità di questa azienda che mi ricorda molto il percorso tracciato alla Foursquare di R. Seale di cui parleremo più avanti. St Lucia ha a disposizione un Vendome Coffey still classico a due colonne costituito da 14 patti in acciaio usato per produrre un rum bianco light tra i 94 e i 95.3 abv con un contenuto di congeneri pari a 180/200 g-hl. Da questa colonna si ottiene il loro rum premium Admiral Rodney che è un 100% patent still invecchiato oltre 10 anni, personalmente nella sua categoria uno dei miei preferiti.

I due pot still J. Doore

Insieme alla colonna troviamo anche tre piccoli pot still, un vero parco giochi per creare rum heavy!! Un pot still Vendome senza storte di capacità pari a 300 galloni imperiali (1362 litri) che distilla intorno agli 82/83 abv e due John Doore a doppia storta, il più piccolo con capacità di 454 litri e l’altro di 6000, che operano nella prima storta intorno ai 35 abv (low wine) e nella seconda tra i 65/70 abv (high wine) producendo un distillato all’uscita tra gli 83/86 abv con un contenuto di congeneri che puo arrivare sino a 350/380 g-hl.

Per quanto riguarda l’invecchiamento St Lucia vanta uno stock al momento di 8500 botti di quercia americana precedentemente utilizzate per invecchiare Bourbon Whiskey. Tra queste anche un piccolo quantitativo che hanno precedentemente contenuto porto, sherry o vino rosso e con le quali stanno testando nuovi invecchiamenti di distillato bianco e special finish per due prodotti che assaggiamo in anteprima nella degustazione finale.

Vecchia aging house e il Coffey Still

La vecchia ageing house e il Coffey Still Vendome

Proprio nella degustazione finale c’è modo di capire da parte di Michael e tutto lo staff di questa straordinaria realtà produttiva la loro voglia e l’intenzione di essere sempre alla ricerca della qualità sia con i loro prodotti già in commercio anche nel mercato italiano come Chairman’s Reserve, Chairman’s Reserve Forgotten Cask (creato dopo l’incendio che nel 2007 oltre a gravi danni sull’isola aveva anche quasi completamente distrutto la distilleria) e Admiral Rodney che con gli altri del mercato locale come Toz e Bounty.

La sala degustazione, insieme a Michael Speakman e Margaret Monplaisir (managing director)

Da non dimenticare il 1931 giunto alla quinta edizione, nato per commemorare l’ 80esimo anniversario della distilleria Dennery che insieme alla Roseau crearono l’odierna, che oltre ad un mix di pot still e colonna ha nelle due ultime release anche un 10% circa di distillato in pot still da puro succo di canna da zucchero. Di base i loro mark di rum invecchiano separati, dopo il blend riposano altri 6/8 mesi per sposare al meglio i flavour e quindi stoccati in silos d’acciaio pronti per passare in bottiglia. La produzione annuale si attesta intorno ai 750/850 mila litri di distillato che nei prossimi anni potrebbero arrivare ad un milione.

Mentre scrivo ricordo ancora con piacere i diversi campioni di botte tra cui i 100%pot still e colonna bianchi e il n°12; il 100% Vendome 8y a 62abv. Grazie ancora Lennox e Michael per la meravigliosa visita, la disponibilità e la sublime degustazione finale.

Insieme a Lennox & l’incantata Marigot Bay

Da St. Lucia lungo #leviedelrum

Marco Graziano

 

 

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