Basse Terre, Guadeloupe 2016

Da pochi giorni si è concluso il mio secondo viaggio nell’isola a forma di farfalla ma i sapori e il mood della vita caraibica rimangono dentro per diverso tempo prima di iniziare a svanire, anzi non svaniscono affatto perchè è un concetto di vita che se ti entra nella testa diventa molto difficile da rimuovere.

Ogni isola dei Caraibi ha i suoi lati più belli ed alcuni meno entusiasmanti ma dopo questa mia seconda volta sull’isola dalle belle acque (Karukerà, come veniva chiamata anticamente) posso affermare che sicuramente tornerò ancora. L’obbiettivo sarà quello di accompagnare un nuovo gruppo di persone che vogliono scoprire dal vivo come nasce il rhum agricole e godere di tutte le altre bellezze che questo piccolo pezzo di terra di appena 2000 km quadrati delle Antille può offrire. La Guadalupa è Regione d’Oltremare francese dal 1983, prima era semplicemente Dipartimento (1946). Scoperta da Colombo che approdato nelle Basse Terre nel 1493 la ribattezzò col nome di Nostra Signora di Guadalupa in onore dell’omonimo monastero in Estremadura (Spagna).

La settimana trascorsa dal 25 aprile al 2 maggio è letteralmente volata via vista la quantità di luoghi da scoprire oltre alle visite presso le distillerie che erano in programma e data la gran voglia dei miei ospiti di esplorare questo angolo di Antille. Partendo dalle Grandi Terre che si estendono per 600 km quadrati circa e sono quasi completamente pianeggianti martedi 26 aprile inizia il nostro viaggio visitando la distilleria Damoiseau. Passata la mattinata tra le prime vasche di fermentazione e alambicchi di questa vacanza proseguiamo visitando lo zuccherificio Gardel (unico rimasto sull’isola) e le spiaggie che guardano verso l’Oceano Atlantico: Pointe des Chateaux, dopo la cittadina di Saint François e Anse Maurice lungo la costa a nord di Le Moule. La visita allo zuccherificio ci permette di vedere come si ottiene la melassa oltre che l’ovvia creazione dello zucchero di canna di cui abbiamo possibilità di assaggiarne diverse tipologie.

Il giorno seguente, mercoledi 27 attraversando a Pointe a Pitre il fiume salato che unisce le due ali che formano la Guadalupa ci spostiamo nelle Basse Terre. In questa parte di isola la conformazione del territorio è completamente differente, la vegetazione e la foresta tropicale quasi invadono le strade che hanno un ritmo completamente diverso con salite e discese continue. Anche le pioggie in questo versante sono ben più frequenti data anche la presenza del monte Soufriere che raggiunge i 1467 metri di altezza sul livello del mare. Nelle Basse Terre visitiamo la distilleria Longueteau vicino al paese di Sainte Marie, insieme al proprietario Francois che ci guida per tutta la mattina tra piantagioni di canna, frutta e all’interno della distilleria. Proseguiamo poi per la Grande Anse di Trois Rivieres nell’estremo sud dell’isola. Una spiaggia estremamente particolare data dal colore nero della sua sabbia di origine vulcanica, un mare sempre moderatamente mosso con la profondità che aumenta delicatamente e permette ai ragazzi di imparare a cavalcare la tavola da surf.

Giovedi 28 sveglia all’alba come sempre e dopo una ricca colazione a base di frutta appena raccolta ci rimettiamo in cammino verso la parte nord delle Basse Terre. Appena prima del centro della piccola cittadina di Sainte Rose visitiamo la distilleria Reimonenq che purtroppo ha momentaneamente fermato la produzione per le forti pioggie della settimana precedente. La gentilezza e disponibilità di Benedicte e Leopold Reimonenq sono incredibili permettendoci di visitare l’azienda in ogni suo angolo, accedere al museo del rhum e alle cantine di invecchiamento per finire con l’assaggio di tutti i loro prodotti. Anche se gli alambicchi non erano “fumanti” vedo nei miei compagni di viaggio la certezza di aver conosciuto una famiglia che gestisce la propria azienda con grande passione e ricerca della qualità. Giunti all’ora di pranzo la nostra meta è Deshaies dove si trova la spiaggia di Grande Anse, a mio parere la più bella dell’isola e come le altre quasi deserta. Qui trascorriamo il resto della giornata con un pranzo in spiaggia a base di pesce fresco e Ti-Punch, staccando la spina dal mondo per qualche ora sdraiati sulla sabbia rosa all’ombra delle mangrovie e delle palme.

Venerdi 29 dal porto di Point a Pitre prendiamo la nave per Marie Galante, isoletta incanta di 150 km quadrati che insieme alle più piccole Les Saintes e Le Desirade fà parte del Dipartimento di Guadalupa. Visitiamo la distilleria Bielle insieme a Michele Lunardon che lavora, o meglio distilla “RhumRhum” per il progetto di Velier curato dal maestro Vittorio Capovilla. Qui si torna indietro di qualche secolo vedendo la canna da zucchero ancora tagliata a mano e trasportata con i buoi verso la lavorazione in distilleria. I rhum bianchi, gli invecchiati e i single cask di quest’isola hanno una qualità straordinaria. Dopo Bielle diamo uno sguardo veloce anche alla distilleria Poisson meglio conosciuta come Perè Labat per tuffarci poi nell’oceano dalla spiaggia bianca di La Feuillère a Capesterre. Un giorno solo non basta per capire e assaporare la bellezza di Marie Galante, la tranquillità, le spiaggie e la brezza che attraversa l’isoletta e le sue poche strade. Si dovrebbe dedicare una settimana solo per capirne i suoi ritmi e la sua incontaminazione ed invece siamo di nuovo sulla nave che ci riporta indietro.

Tornati sull’isola grande il giorno dopo ci dirigiamo di nuovo nelle Basse Terre dove ci attende la scoperta della foresta pluviale. Percorriamo la strada che taglia a metà la parte dell’isola montuosa, la vegetazione ci assale e la nostra prima sosta lungo il percorso ci regala l’emozione delle piccole cascate Ecrevisses. Ripartiti scolliniamo in località Les Mamelles, di cui intuiamo il significato visto il panorama dolcemente montuoso di cui si può godere, scendiamo di nuovo verso il mare a Mahaut dove si trova anche la Riserva Cousteau. Continuiamo verso sud fino a Vieux Habitant dove svoltiamo di nuovo verso l’entro terra arrampicandoci in una strada tortuosa a dir poco per giungere a La Griveliere dove visitiamo la piantagione di Cacao e Caffè più importante dell’isola. Un’ escursione tra la foresta alla scoperta delle piante da frutto che sono parte integrante dei Caraibi come la papaia, il mango, il frutto della passione e ovviamente il cacao. Ritornati sulla costa la giornata non è ancora giunta al termine perchè nonostante il tempo minacci pioggia riusciamo ad arrivare dall’altro versante della foresta ai piedi del monte Soufriere. Da qui con un percorso di mezz’ora a piedi giungiamo al primo punto panoramico delle cascate di Carbet e prima di risalire in auto sotto una leggera pioggia anche uno sguardo al grande stagno (Grand Etang). Una giornata intensa e con metà pollo alla griglia preso al volo per strada per pranzo, ma che nonostante la stanchezza ci ha regalato una parte di Guadalupa meravigliosa.

Il meteo ci ha baciati per tutta la settimana ma domenica 1 maggio, ultimo giorno prima della partenza, non è dei migliori ma noi noncuranti e con un escursione in catamarano ormai programmata ci avventuriamo in mare. A pochi passi dal nostro hotel saliamo a bordo della piccola imbarcazione e navighiamo verso il Gran Cul de Sac attraversando questa volta via mare il fiume salato e la foresta di mangrovie che dividono le Grandi e le Basse Terre. Giunti nella laguna dove si trovano Ilet Caret, Fajou e La Biche ci fermiamo per pranzo, un pranzo insolito seduti ad una tavola conviviale con i piedi in acqua. Se la pioggia ci ha risparmiato durante la giornata non si fà attendere durante il viaggio di ritorno dove un vero e propio temporale tropicale ci assale in mezzo al mare ma noi da buoni pirati con la bottiglia di planteurs punch al rhum fatto in casa sotto braccio lo affrontiamo col sorriso!.

Il lunedi torna a splendere il sole per salutarci o meglio per dare nel miglior modo l’arrivederci a quest’isola che ora inizio a conoscere in ogni suo angolo e dove spero di tornare con nuovi avventurieri che ne vogliono scoprire le sue bellezze oltre che assaporarne la canna da zucchero e il rhum che ne viene prodotto. Ringrazio ancora chi ha partecipato a questo viaggio e Monia di Sara Vacanze per l’aiuto datomi nel renderlo possibile. Au revoir Gwada.

A presto lungo #leviedelrum

Marco Graziano

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