Quando assaggiate un whisky di Islay di medio invecchiamento venite inondati dalla torba iodica e fenolica e dai grandi aromi primari, immediati e facilmenti riconoscibili. Vi sentite intenditori, lo avete subito identificato; ma chiunque lo può fare, non occorre sforzo è troppo evidente. Questo compiacerà solo il vostro Ego, non i vostri sensi.

Cosa diversa è testare uno Speyside di trent’anni di maturazione. Gli effluvi immediati sono relativi, le grandi fragranze arrivano smorzate e ancora chiuse. Se avrete pazienza e se farete un piccolo sforzo, molto lentamente le particelle atomiche sviluppate in tanti anni di evoluzione comincieranno a manifestarsi alla vostra comprensione.

Le grandi essenze, le importanti sfumature, la massima eleganza, il precario equilibrio e le più apprezzabili concentrazioni vi saranno svelate col tempo.

Questo è il vero piacere del bere.” – tratto da whisky eretico di Silvano Samaroli, Giunti Editore 2016.

Silvano Samaroli nato a Bengasi nel 1939, bolognese di adozione ma per me scozzese delle terre alte di diritto ci lascia durante un volo di ritorno da Singapore.

Silenziosamente, inaspettatamente e dall’alto proprio come la parte degli angeli che pochi meglio di lui conoscevano.

Intorno al 2000 mi concedo il primo incontro virtuale con lui grazie ad una sua edizione di Whisky No Age, trovata in un’enoteca di Genova.  Sinceramente non ricordo quale edizione fosse e quanto possa averla compresa nel bicchiere ma la mia curiosità mi spinse a indagare su quel nome che amici più grandi di me avevano già nominato.

Finalmente lo incontro durante una manifestazione enologica anni dopo, mi accontento di vederlo e scambiare due parole, neanche il pensiero di scattare una foto. Mi godo quegli attimi quasi a convincermi e rassicurarmi della grandezza di quell’uomo. Inizio a conoscere anche i suoi rum e il tratto della sua personalità riemerge perfettamente dal contenuto delle sue selezioni.

Anni dopo grazie a Leonardo Pinto diventiamo amici, siede a fianco a me durante una giuria di un festival sul rum, non vede l’ora di finire le valutazioni per uscire e fumarci un sigaro assieme, io mi diverto a dargli del Lei e lui che si incazza perchè lo fa sentire vecchio.

Un uomo semplice ma non banale, raffinato, pungente e sempre attento. Litighiamo amichevolmente sull’invecchiamento del rum, lui sostenitore della Scozia e io di quello caraibico, ma forse per parte presa in quel momento per alimentare la mia voglia di apprendere dal maestro.

L’ultima volta che ci vediamo è l’ottobre scorso durante ShowRum, io gli parlo dei miei progetti e lui sgranando gli occhi mi dice che dovevano esser già stati fatti ieri!. Ho il piacere di assaggiare due campioni di suoi rum che stanno dormendo in Inghilterra, mi parla dei progressi del suo nuovo progetto sul Whisky e la testardaggine e determinazione che ha è come sempre sorprendente.

Ci concediamo una lunga chiaccherata fumando davanti ad una birra, gli ricordo che c’è da finire un’intervista per il mio sito e abbiamo anche una degustazione a quattro mani da fare, mi risponde che c’è tempo, l’importante è che mi ricordi di portare i sigari..

Grazie per tutto quello che ci hai lasciato Silvano.

“Cerco ovunque tutto ciò che sia unico, unique as you are.”

 

Marco Graziano

Silvano Samaroli, ode all’eccellenza parte prima..

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