Abbiamo già parlato della vita notturna parigina e del medagliere di questa edizione del RhumFest nei giorni scorsi ed è quindi giunto il momento di ripercorrere le cose più interessanti fra quelle viste e gli assaggi più curiosi fatti durante le due giornate dedicate al pubblico.

Le due novità tecnologiche che meritano di essere menzionate sicuramente sono la visita virtuale in 3d dell’Habitation Clement in Martinica, grazie alla tecnologia della maschera Samsung Gear, e il pianoforte-barman ideato da HSE (Habitation Saint Etienne, altro famoso marchio di rhum agricole della Martinica) che durante la riproduzione di un brano da parte di un pianista procedeva alla creazione di un cocktail dosando gli ingredienti a seconda delle note suonate.

Per quanto riguarda le degustazioni – senza voler fare una classifica – il brut de colonne cioè la gradazione di uscita dell’alambicco di distillazione del Genesis di Longueteau con i suoi 73,51abv è senza dubbio stata un’emozione sensoriale straordinaria data anche bevibilità del prodotto nonostante il suo tenore alcolico. Il Genesis è un millesimè del 2015 che entrerà in commercio il prossimo giugno, un bianco agricolo della Guadalupa ricchissimo di aromi, intenso e di grande lunghezza al palato tenuto per 24 mesi in acciaio a riposare e prodotto in sole 5000 bottiglie. Francois Longueteau mi ha anche dato la possibilità di assaggiare un’altra cru di bianco agricole, la selezione parcellare n°4 di canna blue che arriverà in commercio dopo le parcelle 1 e 9 che erano composte esclusivamente da canna red. Restando in Guadalupa altro rhum agricolo interessante è il Grand Reserve della distilleria Bologne. Un blend di agricoli invecchiati tra i 4 e gli 8 anni che si va ad aggiungere alla loro gamma di rhum vieux insieme al già citato lo scorso anno Black Cane, agricolo bianco ottenuto dalla sola varietà di canna black ed imbottigliato alla gradazione di 50abv.

Spostandoci in Martinica ho finalmente assaggiato La Perle della piccola e nuova distilleria A.1710 creata da Yves Assier de Pompignan, una piccola azienda agriturismo che ricorda molto la storia di St. Nicolas Abbey a Barbados. Questo agricole bianco creato da una fermentazione a temperatura controllata di 5 giorni e distillato in discontinuo in un piccolo pot still ibrido con colonna a sette piatti collegata ricorda gli agricole AoC dell’isola ma si distingue nettamente per il suo corpo al palato, anche se non lunghissimo un assaggio molto interessante, sopratutto aspettando le prossime distillazioni e il primo invecchiato della piccola distilleria\ agriturismo che permette ai visitatori di poter usufruire di alcune camere per il soggiorno, e di un insolito campo da tennis contornato dalla piantagione di canna da zucchero di proprietà di Yves.

 Saint James, storica distilleria dell’isola d’oltremare francese presenta l’edizione single cask del suo millesimo 1998 messa in bottiglia nel 2016 alla gradazione di 42,8abv. Grandi aromi terziari dati dall’invecchiamento in piccole botti da 200 litri, lunghezza, persistenza un rhum vieux completo e appagante che “combatte” alla pari con l’altro grande prodotto presentato sempre dalla medesima distilleria La Cuvèe L’essentiel e assaggiato “sotto banco”. L’essentiel è un vieux XO composto dal blend dei millesimi 1998, 2000 e 2003 imbottigliato a 43abv. Saltando dall’altra parte del mondo, più precisamente nel nord-est della Thailandia, nella regione di Issan, David Giallorenzo fondatore di Issan Rum ci ha permesso di assaggiare il suo brut de colonne a 56abv. Un rhum agricolo bianco (non commercializza nessun tipo di invecchiato) che all’olfatto rischia di spaventare per degli aromi molto marcati e non facilmente comprensibili, ma che al palato regala una complessità ed un’unicità veramente interessante. Di questa distilleria torneremo a parlare prossimamente per raccontarne la storia e descriverne il metodo di produzione completamente artigianale.

Siamo usciti dal mondo dei rhum agricole assieme a Richard Seale della Foursquare di Barbados che ci ha guidati personalmente nella degustazione della sua ultima etichetta prodotta; il Criterion, rum tradizionale ottenuto da un blend di melasse fermentate e successivamente distillate sia in continuo che discontinuo, con la particolarità di aver fatto la prima parte dell’invecchiamento in botti ex bourbon e la successiva in botti ex madeira per un totale di 10 anni di invecchiamento. Un rum elegante, pulito con un finale “vinoso” legato alle proprietà della botte che aveva precedentemente contenuto il vino liquoroso portoghese.

Per concludere assaggi curiosi sono stati anche il rum proveniente dal Messico Pixan, l’edizione limitata elevè sous bois di HSE Federica Matta, i brut de fut dell’imbottigliatore indipendente marsigliese Guillaume Ferroni, il nuovo Rhum Arrangè de Ced alle Fragole e Basilico, il Rare Cask a 50,5abv di Don Papa, Laodi il rum del Laos ed infine Wild Tiger Rum un progetto molto simpatico proveniente dall’India con un packaging veramente particolare e l’intento di raccogliere fondi per la salvaguardia della Tigre Reale del Bengala che è una specie in via d’estinzione.

A contorno di questo fiume di rhum, ron e rum in assaggio nei quattro padiglioni allestiti non poteva mancare anche lo spazio masterclass dove il tocco italiano è stato dato dall’amico ed esperto della cultura Tiki Daniele Dalla Pola, fondatore del Nu Lounge Bar di Bologna.

Di seguito una breve fotogallery riassuntiva dell’evento:

A presto lungo #leviedelrum

Marco Graziano

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