In quel di Santo Domingo nell’ottobre del 2000 avvenne il mio primo incontro con il concetto di “Rum liscio”. Fino a quel giorno il mio unico distillato da meditazione era il Whisky.

Se dovessi dire con esattezza quale ron fosse, direi una bugia, probabilmente era un Barcelò Anejo o meglio Imperial, di sicuro il packaging della bottiglia non era quello odierno, forse neance il contenuto!.

Tutto avvenne una sera al bar del resort dove puntualmente mi aggiravo con l’immancabile Panama in testa e Cohiba Esplendidos (apparentemente cubano ma probabilmente dominicano) in mano, erano tempi duri per noi poveri animatori!!.

Ero solito “ammazzare” il sigaro con una specie di daiquiri frozen creato da un misto di frutta fresca scelta a caso, o meglio, parte dalle guarnizioni del buffet per la cena dei clienti e dalla frutta che iniziava ad essere troppo matura per rimanere nella bellissima esposizione a cascata che veniva fatta nel banco bar posto a bordo piscina. Il tutto annaffiato con Ron di chissà quale specie, aggiunta di ghiaccio e via nel blender.. Quella sera però, forse per il momento di tranquillità visto l’orario inoltrato, il barman Miguel mi invita a provare un Ron liscio in abbinamento al mio sigaro.

Per la cronaca il risultato fù pessimo, l’abbinamento non mi entusiasmò forse per colpa del sigaro o più probabilmente di quello che c’èra nella bottiglia con scritto ron in etichetta, ma di sicuro fù in quell’occasione che qualcosa mi scattò in testa e la mia curiosità, verso un mondo che era per me ancora sconosciuto, iniziò a farsi avanti regalandomi tutt’ora sempre nuove esperienze, nuove emozioni e abbinamenti.

W il rum!

Marco Graziano

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