Giovedi 6 febbraio sarò a Pisa per la presentazione de Il Grande libro dei Rum di Davide Staffa.

L’evento si terrà presso la pasticceria “San Martino 82”, che ospita fra l’altro gli straordinari prodotti artigianali del maestro del cioccolato De Bondt.

rum 1Un’ opera scaturita dall’amore, dalla passione e dalla competenza dell’autore per questa bevanda che evoca sapori e profumi coloniali lontani, orizzonti con isole e isolette caraibiche e non, la rissosa Compagnia della Filibusta e la Tortuga con i suoi leggendari pirati, corsari e bucanieri.

Davide Staffa è un apprezzatissimo sommelier con una notevole esperienza sul campo e un bagaglio di docenze e degustazioni incredibili. La sua passione per le bevande l’ha portato a cominciare a raccogliere materiale per scoprire tutte le tipologie di Rum, le zone più vocate, le distillerie produttrici, i mercati più importanti e sui distributori molto attenti di questa bevanda che non ha ancora quattrocento anni, quindi, relativamente giovane rispetto ad altre tipologie di distillati. Grazie all’amicizia e alla collaborazione e alla grande lodevole voglia imprenditoriale che nei giorni nostri occorre, per sfornare un libro presente in Gigi Veronesi editore da molti anni di Degusta, rivista molto conosciuta e apprezzata specializzata di enogastronomia,

il ciclopico lavoro di Davide ha avuto compimento. Sono elencate oltre seicento etichette di Rum suddivise per paesi di produzione.

Il lavoro di raccolta dei dati è durato oltre sette anni e reca importanti indicazioni. Si viene così a sapere che la canna da zucchero non è patrimonio dei Caraibi, ma proviene bensì dal Bengala e dalla penisola indonesiana. A causa degli interscambi provocati dal commercio dei generi esotici innescato dall’originarsi di colossali imperi coloniali la canna da zucchero approda nei Caraibi e da essa scaturisce questa bevanda non particolarmente raffinata e non di gradimento dei salotti frequentati dai vip dell’epoca. E’ piuttosto la bevanda quotidiana delle classi meno abbienti, facile da trovare nelle taverne e nelle bettole delle isole rifugio, di trafficanti, di schiavi, di pirati e di ammutinati provenienti dalle varie marine coloniali. Non a caso il famosissimo e reale ammutinamento della HMS Bounty, reso ancora più leggendario dal film interpretato da Marlon Brando che diviene la mente della rivolta contro gli odiosi metodi del capitano Bligh interpretato da Trevor Howard, trova nella mancata distribuzione della dose giornaliera di Rum che era a ruolino nella marina imperiale britannica la goccia, è il caso di dirlo, che fa traboccare il vaso.

Vi aspetto!

Marco Graziano

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