Sainte Luce, mercoledì 12 febbraio
stamani finalmente splende il sole. Dopo aver cenato in riva al mare in un delizioso ristorantino locale e passata la notte in un Hotel “non turistico”, la sveglia suona presto perché c’è un bus da prendere per arrivare alla stazione dei taxi collettivi che mi riporterà a FdF.


L’arrivo nella capitale coincide con il momento della colazione, costituita stavolta da mezza baguette con insalata di pollo e carote. Un pasto abbastanza sostanzioso al termine del quale acquisto il biglietto per il pullman, linea 421, che mi porterà all’ingresso della distilleria La Favorite.

A differenza di come ero abituato nei precedenti giorni questo veicolo è strapieno di persone, e non c’è ombra di turisti, come del resto a bordo dei taxi collettivi. Poco dopo le dieci arrivo alla distilleria: il primo impatto è straordinario, un’azienda vissuta, ancora con i vecchi cartelli e i capannoni che hanno decine e decine di anni.

Ad aspettarmi ci sono Emmanuelle Parent, gentilissima responsabile marketing dell’azienda, insieme al direttore Paul Dormoy, che da tre generazioni porta avanti la tradizione di questo rhum.
La Favorite non ha ancora iniziato la produzione, aspettano ancora una o due settimane in modo che la loro canna da zucchero raccolta interamente a mano, raggiunga il massimo della maturazione.
Tutta la fabbrica, i macchinari e anche la sede degli uffici sono molto vissuti, si sente uno straordinario profumo di antico. Gli operai stanno ultimando i lavori di manutenzione in modo che tutto sia pronto per l’imminente inizio del raccolto che si sviluppa su 60 ettari circa di proprietà.

Come la Neisson anche loro sono una distilleria indipendente che usa i propri lieviti per la fermentazione per una produzione di circa 600 mila litri annui.
Nel magazzino di invecchiamento che viene aperto appositamente per la mia visita dal responsabile Charles Robert, le botti riposano tra le ragnatele in un ambiente molto cinematografico.
La Favorite per il momento è la più familiare che io abbia visto, la degustazione dei loro prodotti è meravigliosa, la loro riserva “La Filibuste 1983” è un’emozione indimenticabile, un vero elisir di rhum che raggiuge un livello nella curva del flavour strepitoso.
Il viaggio continua e ringraziata Emmanuelle per la sua cortesia e con la promessa di tornare durante la produzione, torno alla fermata del pullman che mi riporta a FdF.


La giornata è molto calda e anche il viaggio di ritorno è affollatissimo, il tempo di scendere e via su un altro taxi in direzione Riviere Pilote dove mi aspettano alla distilleria La Mauny – Trois Riviere.
Nel primo pomeriggio raggiungo la distilleria che si trova nel sud della Martinica, le dimensioni di ‘La Mauny’, che ha assorbito Trois Riviere dopo la chiusura nel 2005, sono ben più grandi, stiamo parlando di 850 ettari di piantagioni per una produzione di 3 milioni di litri all’anno circa.


Il mio accompagnatore sarà Henry Vicrobeck, responsabile Maintenance Distillerie, che oltre a mostrarmi tutta l’azienda mi “scorterà” anche la sera in albergo (altra persona splendida incontrata in questo viaggio emozionante).
Il momento più significativo di questa visita è la conoscenza del Master Blender Daniel Baudin con il quale preleviamo campioni da botte per sentire le differenze tra legno americano e francese.

Proseguiamo poi ad assaggiare i blend pronti per l’ imbottigliamento e soprattutto il loro nuovo prodotto millesimè di Trois Riviere che non ha ancora nome e verrà commercializzato in Martinica a giugno.
Cala la notte e sono ancora in giro per la distilleria a fare foto e domande, Henry  chiude il suo ufficio e mi accompagna a Sainte Luce dove mi hanno trovato un albergo per la notte, ed un’altra giornata si conclude.


Domattina dinuovo verso FdF direzione aeroporto per il volo delle 8:45 che mi porterà in Guadalupe, sempre lungo le vie del rum.

Marco Graziano

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.