Fort de France, martedi 18 febbraio

la sveglia suona alle 5, con le prime luci dell’alba mi dirigo all’aeroporto di Point au Pitre dove il primo volo di quest’ultimo giorno mi riporterà in Martinica a Fort de France. Percorro questi pochi chilometri con malinconia sapendo che le visite non sono ancora terminate ma che questo viaggio, o meglio questa incredibile avventura volge al termine tra taxi collettivi, pullman, auto a noleggio, hotel di fortuna, bar e tavole calde con cucina creola.
Arrivo a Fort de France con un temporale tremendo, in aeroporto riesco ad avere con un buono sconto un’auto per mezza giornata, carico la valigia zeppa di rhum e via sotto la pioggia in direzione Trinitè, dove a poca distanza uno dall’altra si trova l’unico zuccherificio dell’isola: Le Galion e il colosso del rhum agricole St James.


Arrivo alle 10.30 alla sucrerie, il profumo della fermentazione, anzi della bollitura del succo di canna si sente dalla strada, entro nell’ufficio preposto per accogliere i visitatori e conosco quella che sarà la mia guida: David Tarraud.

Caschetto protettivo in testa e si parte all’interno di questa vera e propria fabbrica che consuma tra le 300 e le 400 mila tonnellate di canna all’anno per produrre zucchero. La canna viene comprata da

agricoltori, la maggioranza raccolta a macchina, e viene pagata in base alla quantità di saccarosio (livello 8 che è il valore medio la valutazione è di 68€ la tonnellata). Dal suo arrivo nel grande piazzale nel giro di 5\6 ore si ha lo zucchero grezzo di canna pronto a essere confezionato, il sacco da 20kg è in vendita a 25,69€. Sempre per dare i numeri, da una tonnellata di canna si ottengono circa 80kg di zucchero.


Le Galion applica il processo per ottenere lo zucchero per tre volte dallo sciroppo di canna, in modo da ottenere tre qualità di zucchero diverse: A-B-C, alla fine della terza volta il rimanente liquido viscoso (la famosa melassa!) viene portato in un altra parte dell’azienda e inizia il processo per la produzione del rum, in questo caso un rum industriale, che una volta distillato darà vita alle due etichette della sucrerie: Blanc Gran Fond Galion a 50%vol e il Brun Gran Fond Galion a 42%vol. Devo dire che dopo tutto quello che ho avuto la possibilità di assaggiare in questi giorni è dura collocare questi due rum, ma in compenso producono uno zucchero meraviglioso!!


La pioggia è  terminata, ringraziato David e Marie Sainte, il responsabile commerciale, mi dirigo verso l’ultima visita di questo viaggio la distilleria più grande della Martinica: Saint James.
Per capire del colosso di cui stiamo parlando pensate che la loro produzione è di circa 4 milioni di bottiglie all’anno, nei due magazzini di invecchiamento ci sono circa 13mila barrique, 22 vasche di fermentazione, 100 tonnellate al giorno di canna lavorata, 63 botti “grandi” per il loro ambrè da 26-28 mila litri ciascuna, 6 colonne di distillazione, ma nonostante i numeri il loro livello qualitativo è a parer mio straordinario!


Marc Sassier originario di Jura, è il responsabile della produzione, enologo, da 17 anni in Martinica e dal 2002 a St James, mi guiderà in questa affascinante visita e sopratutto degustazione, quando nei magazzini di stoccaggio dove all’interno di grandi botti d’acciaio c’è il prodotto finito pronto per essere imbottigliato, si divertirà insieme a me ad assaggiare un campione dietro l’altro per trovarne differenze e peculiarità e posso dire di essermela cavata bene riconoscendo alla “cieca” diverse annate di di St James e di J.Bally.


Quest’ ultimo rinomato rhum viene prodotto da loro che ne detengono il marchio, per una quantità di 200 mila litri annui solamente nel periodo di fine primavera.
Le emozioni non finiscono qui, mi porta in laboratorio dove mi presenta Myriam Bredas, responsabile degli invecchiamenti e master blender della distilleria insieme a lui, e per brindare a questo momento prende una bottiglietta da mezzo litro con un etichetta che difficilmente scorderò: “SJ 1936”, non servono spiegazioni ed ogni commento penso sia superfluo, se dovevo finire col botto, il botto c’è stato!
Prima di congedarmi con un paio di bottiglie in regalo, la mia amata “Millesimè 2000” e il suo preferito “St.J. 15y” mi fa vedere un mazzo di chiavi e mi accompagna nel caveau della distilleria.
Ci sono tutti i millesimè dell’azienda custoditi da telecamere e infrarossi, incredibile, mi mostra il primo che hanno creato e la storia della bottiglia (primo marchio depositato, ancor prima di Clèmènt) estrae la bottiglia dalla cassa in legno originale e me la dà in mano per farmi una foto, la tengo come avere un neonato, dalla paura che cada, guardo l’anno sul collo: 1885..


Si chiude così quest’affascinante viaggio nei dipartimenti d’oltremare francesi, con brivido finale visto che il volo di rientro l’avevo prenotato per il 18 marzo anziché febbraio, tra colori della vegetazione tropicale, sali e scendi delle strade e i profumi delle distillerie.


Spero di aver reso più reali possibili le molteplici emozioni vissute in questi giorni, con l’idea di ripetere il viaggio portando un gruppo di appassionati come me alla scoperta di Monsieur Agricole.
A presto lungo le vie del rum

Marco Graziano

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