“il mio rum tra passato e futuro “

è un’idea nata per rivolgere dieci domande agli organizzatori dei principali festival internazionali sul mondo del rum.

Continuiamo con la pubblicazione delle risposte dell’amico Ian Burrell, global rum ambassador e ideatore del primo festival sul rum in Europa, il Rum Experience di Londra.

burrell

 

1 – Ian qual’è il primo rum che ti ricordi di aver bevuto?

 Wray & Nephew Jamaican Overproof white rum

2 – C’è stato un marchio in particolare che ti ha fatto innamorare del mondo di questo distillato?

Appleton Estate, l’azienda jamaicana che è stata la prima a farmi ambasciatore del loro rum per l’Inghilterra.

3 – Quali sono le tre caratteristiche essenziali che deve avere il tuo RumFest?

Quelle che considero le tre “E”, Education, Entertainment and Energy (educazione, intrattenimento e energia)

4 – Se tu fossi in un isola deserta quale tipologia di rum ti piacerebbe avere con te?

Sicuramente jamaicano.

5 -Quale futuro e quale tendenza di mercato vedi per il rum?

Spero di vedere sempre più rum puro e non adulterato dalle distillerie e dagli imbottigliatori indipendenti, e delle piccole etichette che seppur con una piccola storia ma commercializzate bene.

6 – Come vedi evolversi nel futuro l’industria degli spirits?

Stiamo vedendo alcuni distillati che sono di gran lunga superiori nel gusto e nella produzione rispetto ai loro omologhi di una volta, ma stiamo assistendo anche ad alcune aziende che non hanno la pazienza di aspettare la maturità dei loro prodotti, e cercano scorciatoie per ottenere spirits superiori.

7 – La Cachaça nei prossimi anni quale parte di mercato andrà ad occupare?

Se il governo brasiliano decide di investire soldi nella promozione di Cachaca, soprattutto quella artigianale, allora potrebbe crescere rapidamente il suo valore di mercato ed entrare di forza nel mondo dei bar che servono cocktail, whisky e naturalmente rum.

8 – In questo momento di maggiore consapevolezza nel mondo del rum, come possono i vostri festival aiutare gli appassionati e chi si avvicina a questo distillato a comprenderlo ed apprezzarlo ancor meglio?

Grazie ad una continua evoluzione, mettendo in mostra in maniera positiva l’industria del rum, creando sempre più programmi educativi e ambasciatori del rum come me che diffondano questo distillato in ogni parte del globo. Questo è il motivo per cui ho creato il RumFest a Londra, il primo festival di rum riconosciuto a livello internazionale nel 2007, sperando che un giorno i festival sul rum si diffondano in tutto il mondo, e ciò stà avvenendo.

9 – Quali potrebbero essere gli effetti di una legislazione unificata sul rum come per l’AOC della Martinica?

Sarebbe un terremoto, non riesco a pensare cosa potrebbe accadere visto che il rum si produce in moltissimi paesi completamente diversi tra loro. Se ciò avvenisse creerebbe dei profondi cambiamenti per le aziende, sia per chi distilla che per gli imbottigliatori e blenders indipendenti. Penso che alcune aziende dovrebbero anche cambiare nome.

10 – Ian come ultima domanda ti chiedo in quale altro luogo ti piacerebbe organizzare un festival sul rum che non sia Londra?

Antartica!!

 

Grazie a Ian Burrell per la sua disponibilità, a presto con le risposte di Dirk Becker creatore del German Rum Fest a Berlino.

Marco Graziano

 

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